23 Agosto 2019

GLADIATURA STORIA

STORIA DELLA GLADIATURA
Il gladiatore era un particolare lottatore dell´antica Roma, e il suo nome deriva da una piccola spada corta usata nei combattimenti, denominato gladio. La pratica dei combattimenti di gladiatori proviene dall´Etruria come testimoniano reperti archeologici (in particolare pitture tombali) e fonti letterarie. La sua origine è da ricollegare alle munera che nell´antica Roma erano le opere pubbliche previste per il bene del popolo romano (populus Romanus) da parte di soggetti facoltosi e di alto rango che fornivano un contributo alla propria comunità. Munera sono dovuti quindi all´organizzazione e sponsorizzazione da parte privata, in contrasto con i Ludi, "giochi", competizioni sportive o spettacoli sponsorizzati dallo stato. I munera gladiatoria, in particolare, erano dovuti all´abitudine dei personaggi più facoltosi di offrire al popolo, a proprie spese, pubblici spettacoli in occasione di particolari circostanze, per esempio duelli all´ultimo sangue fra schiavi in occasione del funerale di qualche congiunto. I munera potevano essere ordinari, previsti cioè in occasione di certe festività, o extraordinari per celebrare particolari occasioni. Il primo spettacolo con gladiatori si svolse probabilmente nel 264 a.C. e nel 105 a.C. i giochi divennero pubblici. All´epoca una buona parte del popolo romano era desiderosa di veder celebrare la morte, rappresentata in uno spettacolo che traeva la sua origine proprio da essa. Dal secondo secolo a.C. e fino al quarto d.C. i combattimenti gladiatori venivano svolti a Roma e nelle Province Romane come spettacolo d´intrattenimento per il pubblico. Nonostante la povertà dilagante, il popolo accorreva in massa ad assistere ai giochi gladiatori e il fatto che su tutta l´estensione dell´Impero Romano ci siano numerosi Anfiteatri e altre strutture in cui si svolgevano i munera è un´indicazione di quanto questi spettacoli facessero presa sulla popolazione romana. I gladiatori nacquero per via del sanguinario fanatismo del popolo romano e per questo erano considerati dei veri e propri eroi nazionali. Erano scontri cruenti tra condannati a morte, prigionieri di guerra ma anche tra liberti, ovvero uomini liberi che sceglievano questa carriera per fama e soldi. Molti gladiatori erano schiavi che per il suo Ludus per la loro prestanza fisica o per una loro abilità pregressa nel combattimento venivano acquistati dal lanista una figura che faceva da impresario nonché proprietario ed allenatore dei Gladiatori. Spesso erano nemici di Roma divenuti prigionieri di guerra e quindi, in base al diritto romano, schiavi. In quanto schiavi, non sceglievano di combattere, ma vi erano costretti. Tuttavia coloro che superavano un gran numero di combattimenti conquistando il favore del pubblico e dimostrandosi meritevoli, ottenevano la libertà.
Il Rudis era la spada di legno con cui si allenavano i Tirones, ossia i gladiatori all´inizio della loro formazione. L´addestramento dei gladiatori era ancora più approfondito di quello praticato nelle scuole militari romane. Praticavano la scherma con spade ed armi specifiche, e miglioravano la loro condizione fisica con faticosissimi allenamenti. Durante l´era cristiana, la gladiatura divenne uno sport di alto livello a Roma, e i centri di addestramento rivaleggiavano tra loro nel cercare di produrre i migliori combattenti. Per i più valorosi e fortunati, il Rudis diveniva così il simbolo dell´inizio e della fine della vita da gladiatore: questa spada di legno infatti veniva consegnata al gladiatore al momento della in cui veniva a loro concessa la libertà.Nonostante ciò, molti gladiatori "Rudiarii", ossia liberi in seguito alla consegna del Rudis, continuavano la loro carriera gladiatoria, in quanto questa prometteva lauti guadagni e un´enorme celebrità. Per le stesse ragioni, anche molti uomini liberi decidevano di intraprendere la carriera gladiatoria.
L´attività gladiatoria era per il diritto romano un mestiere infamante. L´infamia comportava l´impossibilità di acquisire la cittadinanza romana (o la perdita della stessa), con tutte le conseguenze giuridiche che ne derivavano, e la negazione del diritto di voto. Ma in contrasto con le norme giuridiche dell´epoca, a volte nelle arene combattevano addirittura i nobili in preda alla passione per gli spettacoli gladiatori. Contrariamente all´opinione comune, sono esistite anche gladiatrici donne, come testimoniano cronache dell´epoca, fonti legislative e reperti archeologici.
CLASSI GLADIATORIE
I giochi gladiatori erano talmente diffusi e popolari che vennero regolamentati per permettere alle diverse palestre gladiatorie che si affrontavano nelle più svariate province, di contrapporre i loro atleti in base alle caratteristiche fisiche, al livello di abilità ed all´equipaggiamento indossato. Pertanto le classi gladiatorie vennero codificate. Ogni categoria di gladiatori aveva le proprie caratteristiche per quanto riguarda l´equipaggiamento che veniva diversificato per la necessità di spettacolarizzare i combattimenti, e i colpi permessi. Esistevano, infatti, diverse categorie che venivano associate alla provenienza del guerriero che combatteva utilizzando armi e tecniche del proprio popolo; in seguito le categorie furono assimilate e quindi proposte ai vari gladiatori che si specializzavano nell´uso di una particolare arma o tecnica.
All´inizio si ipotizzava che nei munera l´utilizzo del gladio, derivasse dal popolo Sannita, in quanto, nelle famose guerre sannite, nel III sec. a.C., furono i primi ad utilizzare questa particolare arma in battaglia per l´efficacia nel corpo a corpo. In seguito, il gladio, fu associato sempre di più come arma da combattimento principale di un gladiatore, dal quale ne deriva il nome.
L´associazione di un combattente ad una tipologia di gladiatore era deducibile anche dal tipo di fisico che si possedeva. Un gladiatore con caratteristiche fisiche possenti, era più indicato a combattere con un equipaggiamento pesante, mentre i gladiatori veloci nei movimenti erano più predisposti all´uso della sica (gladio ricurvo) sfruttando quindi i veloci affondi laterali. Chi invece era agile e resistente nella corsa si specializzava nel combattere contro il gladiatore che utilizzava rete e tridente e quindi penalizzato in questo caso dal possedere un arma lunga; il suo scopo era avvicinarsi il più possibile all´avversario per compensare il divario di lunghezza delle armi contrapposte e quindi rendergli difficile la maneggevolezza del tridente. Al contrario, quest´ultimo, doveva essere abile nell´utilizzo della rete, per trovare un appiglio nell´armatura dell´avversario, ed anche esperto e potente nel braccio che aveva il tridente, per fendere colpi mortali mantenendo l´arma in equilibrio. Ogni categoria di gladiatori aveva dei vantaggi e degli svantaggi. Cercando di rendere pari le possibilità di vittoria di ogni combattente, i romani dosavano questi vantaggi e questi svantaggi. I combattimenti più classici mettevano di fronte:
• I Reziari contro i Secutores
• I Traci contro i Mirmilloni

TIRONES
I Tirones erano la classe dei principianti che si sarebbero dovuti specializzare nel combattimento di una classe gladiatoria per poi esordire di fronte al pubblico e diventare così gladiatori a tutti gli effetti. All´inizio della sua carriera il gladiatore utilizzava durante l´addestramento un bastone di legno, chiamato Rudis per evitare di ferirsi in allenamento. Questo perchè l´acquisto, il mantenimento o l´ingaggio di un gladiatore erano molto costosi.

MIRMILLONE (MYRMILLO - FIGURA 1)
Il Mirmillone era armato pesantemente e non disponeva pertanto di agilità, ma basava la sua tecnica su forza e potenza. L´armatura pesante lo rendeva meno vulnerabile agli attacchi avversari, ma ne limitava le capacità respiratorie e di resistenza. Il suo armamento consisteva in un elmo a visiera con cresta angolare su cui venivano applicate piume o crini di cavallo, un grande scudo rettangolare utilizzato per la difesa molto simile a quello utilizzato dai legionari, con una manica sul braccio armato di gladio con lama di circa 40 centimetri. Gli avversari tipici del Mirmillone erano il Trace, l´Oplomaco o un altro Mirmillone.

OPLOMACO (HOPLOMACUS - FIGURA 2)
Molto simile al Mirmillone, l´Oplomaco è un´altra tipica categoria gladiatoria, il cui nome prende origine dal greco "oplon", che significa grande scudo. Altre volte vengono paragonati ai Traces e per la difesa si servivano di una parmula (piccolo scudo rotondo), una manica al braccio armato e una coppia di cnemides per proteggere le gambe. Indossavano inoltre un elmo imponente ornato di piume e munito di un orlo ribattuto; l´arma di offesa era il gladio con lama più corta rispetto al gladio in dotazione ai legionari e a volte anche la lancia. I suoi avversari tipici erano il trace ed il mirmillone.


PROVOCATOR (FIGURA 3)
Il Provocator di solito combatteva contro un altro provocator, ma è probabile che abbia combattuto anche contro altre categorie. Lo scudo, utilizzato anche come arma d´offesa, era di forma rettangolare o mistilineo, cioè con parti dritte e parti curve, di medio-grandi dimensioni. L´arma d´attacco era una lama di media o corta lunghezza simile al pugnale o daga, tuttavia spesso utilizzava il pugio. Inoltre indossava un elmo, una manica a protezione del braccio che impugnava il pugio, uno schiniere alto sulla gamba sinistra ed un cardiophilax per proteggere il torace. Il combattimento tra due provocatores ricorda sotto molti aspetti un moderno combattimento pugilistico dove gli attacchi venivano portati rapidamente in affondo e dove lo scudo veniva utilizzato a ghigliottina.


TRACE (THRAEX - FIGURA 4)
I Trace traggono origine dai guerrieri della Tracia (attuale Bulgaria) e a differenza dei gladiatori "scutati", vengono definiti categoria "parmulata", in quanto lo scudo aveva dimensioni molto più ridotte rispetto a quello dell´Oplomaco e pertanto il combattimento del Trace era incentrato sull´agilità. Il gladiatore Trace portava un elmo a tesa larga con in cima un ornamento rappresentante la testa del grifone; ai lati della calotta erano presenti due forellini per inserire piume ornamentali. Oltre all´elmo il Trace affidava la sua protezione ad una manica, ad un piccolo scudo rettangolare e ad alti schinieri (cnemides). L´ arma d´offesa era, invece la sica, una corta spada con la lama ricurva, che consentiva di colpire più facilmente l´avversario nelle parti posteriori del corpo. Il Trace costituiva l´antagonista tipico del Mirmillone e dell´Oplomaco. La sua tattica si basava fondamentalmente sugli affondi, che gli consentivano di raggiungere l´avversario oltre il grande scudo. In molti dipinti e bassorilievi il trace viene invece rappresentato diversamente. Rimangono l´elmo pesante e gli alti schinieri, ma cambiano le armi di offesa e di difesa.Infatti pur restando un "parmulato", ovvero gladiatore armato di scudo piccolo, stavolta l´arma di difesa è un piccolo scudo tondo che viene impugnato, nella prima parte del combattimento, insieme ad un gladio. Nell´altra mano il trace impugna invece una lancia.
Dopo aver scagliato la lancia, il combattimento di questa tipologia di trace continua con il gladio ed il piccolo scudo tondo.Gli avversari di questa categoria di trace sono il mirmillone e l´oplomaco, nonché un altro trace.

REZIARIO (RETIARIUS - FIGURA 5)
Introdotto nel periodo imperiale, questo tipo di gladiatore si ispirava al dio Tritone. La sua armatura prevedeva: una rete (iaculum) di circa tre metri di diametro, un tridente (tridens o fuscina); un pugio; una placca metallica (galerus) posta sulla spalla sinistra a protezione della gola; una manica sul braccio sinistro, che non stava a significare che i Retiarius fossero mancini ma che la mano destra doveva restare libera nei movimenti per far volteggiare la rete.Sul braccio sinistro del Reziario, quindi, era posta la manica e terminale di offesa risultava essere il tridente, che non incontra alcuna limitazione nei movimenti di affondo. Il Retiarius era inoltre privo di elmo ed alcuni avevano delle frange alle ginocchia per abbellimento. Nell´aspetto assomigliava ad un pescatore e la sua tecnica di combattimento era basata sul lancio della rete per imbrigliare il suo avversario, che di solito era il Secutor detto anche Controreziarius o i Mirmillones, entrambi armati pesantemente. Erano coinvolti in giochi come il pons (ponte), nel quale un solo Reziario, posto su una piattaforma sopraelevata, doveva affrontare gli attacchi di due avversari contemporaneamente. Nel caso che il tentativo con la rete non andasse a buon fine, il Reziario proseguiva il combattimento con il tridente. Il vantaggio derivava dalla maggiore mobilità, vista l´assenza di ogni altra armatura pesante e dello scudo, ma gli svantaggi erano costituiti da non avere alcuna difesa ad eccezione appunto del tridente con il quale cercava di tenere l´avversario a distanza e della rete, che permetteva di ferire, intrappolare l´avversario o strappargli via le armi.

SECUTOR (FIGURA 6)
Il gladiatore Secutor (Insecutore) rappresenta un´evoluzione del Mirmillone concepito per fronteggiare l´avversario tipico ovvero il Reziario. Il suo abbigliamento deriva probabilmente da quello del Sannita. I Secutores erano armati di scudo grande rettangolare (scutum), da uno schiniere (ocrea) sulla gamba dalla parte in cui teneva lo scudo, da una manica al braccio armato (a volte squamata) e dal gladio, come i Mirmilloni, ma si differenziavano da essi per l´elmo arrotondato ovoidale, privo di cimiero finalizzato al non offrire alcun appiglio alla rete dell´avversario. Inoltre aveva solo due forellini per la visibilità.Il suo obiettivo era di evitare la rete dell´avversario, avvicinarsi al Reziario, e proteggendosi con l´armamento decisamente più pesante attaccare con il gladio.


altre categorie gladiatorie erano:
Essedari che combattevano su carri (esseda), Sagittarii che usavano arco e frecce, Equites che, armati di lancia, combattevano a cavallo, Dimachaerii che combattevano con due spade o pugi, Velites armati di giavellotto, Laquearii armati di lazo (laqueus) con il quale cercavano di strangolare l´avversario. Di altre si conoscono solo i nomi. Mentre per le donne Gladiatrici le fonti letterarie antiche segnalano la loro presenza con Nerone, ma non esistono molte testimonianze archeologiche. Le coppie nell´arena erano determinate in base al tipo di armamentario che ogni categoria aveva, le armi di offesa e di difesa dovevano bilanciarsi con quelle dell´avversario. Una categoria a parte era formata dai Venatores che si cimentavano contro le belve (venationes) e questi di solito avevano solo una tunica e armi di offesa. Non tutte le classi gladiatorie sono esistite contemporaneamente, alcune scomparvero già in età repubblicana come i Samnites (in quanto i romani proclamarono contro quel popolo la "damnatio memoria", ovvero lo smantellamento delle forme della loro civiltà e quindi della verità storica), altre si modificarono come i Galli poi Murmillones, altre ancora come i Thracis giunsero immutate sino all´età imperiale.



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