23 Febbraio 2020
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AYURVEDA: storia, filosofia e principi

ORIGINI E STORIA DELL´AYURVEDA
Il termine Ayurveda deriva dal sanscrito, antica lingua indiana, ed è l´unione di due parole Ayur e Veda. Ayu sta ad indicare "vita", mentre Il termine "Veda" indica la conoscenza. Ayurveda pertanto sta a significare la Scienza della conoscenza della vita.

Consiste in un antico e complesso sistema e si prefigge quattro scopi fondamentali:
1) prevenzione delle malattie, 2) trattamento delle malattie con conseguente mantenimento della salute, 3) promozione della longevità e 4) sviluppo della consapevolezza ovvero di una coscienza più elevata e di comprensione del nostro posto nell´universo.

E´ la medicina tradizionale utilizzata in India fin dall´antichità, diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale . È attualmente annoverata dalla maggior parte degli Stati membri dell'Unione Europea tra le medicine non convenzionali.

La scienza dell´Ayurveda trae le sue origini dai Veda, i più antichi libri a noi tramandati dalla millenaria tradizione indiana. Secondo gli storici odierni, i Veda risalgono almeno a cinquemila anni fa. Con certezza si può affermare che le origini storiche dell´Ayurveda si perdono indietro nei millenni, a un´epoca precedente al ritrovamento di documenti scritti che certifichino la sua esistenza e sono intrise della ricca mitologia indiana. Per l´Ayurveda e per i Veda in generale c´è stata una capillare diffusione orale prima della trascrizione dei testi, avvenuta in epoca relativamente recente. Si ritiene risalga a Brahma, creatore dell´universo. I testi Vedici sono quattro:
1) Rigveda contenente mantra ovvero inni sotto forma di preghiera;
2) Samaveda composto da canti e musiche sacre;
3) Yajurveda che descrive lo svolgimento di cerimonie e rituali;
4) Atharvaveda che mediante principi ben definiti si pone come guida per la vita quotidiana. Quest´ultimo contiene le informazioni relative alla scienza Ayurvedica, anche se si possono trovare cenni sui restanti Veda.

I primi testi scritti di Ayurveda li troviamo con:
Charaka Samhita, risalente al 1500 a.c. con dettagliate descrizioni della struttura anatomica e fisiologica del corpo umano, diagnosi e cure, farmacologia e terapie di purificazioni. Fu composto da un grande medico e illuminato Charakacharya, grande conoscitore della filosofia e dell´astronomia. Quest´opera come gli stessi Veda, è considerata la redazione di una tradizione orale ancora più antica e rappresenta l´opera di una scuola di pensiero il cui redattore è appunto Charakacharya.
Sushruta Samhita risalente al 600 a.c. e contenente elementi di Chirurgia e strumenti chirurgici Nell´Ashtanga Hridaya Samhita, viene elencato il cuore delle otto branche dell´Ayurveda: 1) medicina generale (Kaya chikitsa), 2) chirurgia (Shalya tantra), patologie sopraclavicolari (Shalakya Tantra), pediatria e ginecologia (Kaumarabhriyta tantra), tossicologia (Agada tantra), psichiatria e psicosomatica (Bhuta vidya), tecniche di ringiovanimento (Rasayana), fertilità e cure afrodisiache (Vajikarana tantra).

AYURVEDA, LA FILOSOFIA
Ultimamente, si è verificato un interesse crescente per questo tipo di medicina tradizionale in tutto il mondo. Ovunque infatti, in particolare modo nei paesi occidentali industrializzati, la gente ha preso consapevolezza degli effetti collaterali e a lungo termine dei farmaci chimici ad alto potenziale, tanto da indirizzarsi sempre di più verso sistemi di medicina alternativa come l´ Ayurveda.

L´Ayurveda raccomanda un approccio globale, proponendo un modello di salute legato allo "stile di vita", considerato in maniera crescente dalla medicina occidentale come una moderna soluzione "sociale" alla salute pubblica.
L´Ayurveda non è semplicemente un sistema di medicine per curare malattie e squilibri nel corpo, così come avviene per la medicina moderna allopatica.

L´Ayurveda tratta e descrive la scienza e la tecnologia del fenomeno della Creazione (Utapatti), della Preservazione (Sthiti) e della Emancipazione (Visarjan) del processo di vita universale. Inoltre, essa non si occupa della vita umana soltanto a partire dal momento del concepimento, ma anche dalle origini di "Karma e Sanskara" delle vite precedenti; Karma e Sanskara che il corpo eredita e porta con se´ dalle vite passate alla vita attuale e che di nuovo porterà con se´ nella prossima vita dopo la morte. Sia per l´antica scienza Vedica che per quella moderna, quando "Shukra" (seme maschile) e "Rajj" (ovulo femminile) si incontrano, essi danno forma ad un nuovo "Jeeva", un nuovo essere vivente. A partire da questa unica cellula, il corpo umano si sviluppa per intero nel grembo della madre. È da questa prima cellula che parte l´inizio della vita umana.

La conoscenza Vedica ci dice che la nuova vita formatasi porterà con se´ il Sanskara delle vite precedenti. Al momento del decesso, infatti, il "Prana, la forza vitale," abbandona le spoglie mortali, che durante il processo di cremazione del corpo tornano a fondersi nei Panchmahabhuta o 5 elementi. Successivamente, Jeeva entra in un corpo nuovo, generando una nuova esistenza. Il nuovo corpo è una combinazione ancora dei Panchmahabhutas, Atman e dei Sanskara delle vite precedenti che Jeeva si è guadagnato.

Tutto lo svolgersi del processo della vita davanti a noi non è altro che l´incessante ciclo di "nascita, morte e ancora rinascita".
Questo processo continua all´infinito fino a quando restiamo sotto la stretta delle impressioni profonde di Karma e sanskara.

I Sanskara sono il risultato dei Karma, cioè di tutte la azioni compiute in vita. Rappresentano la somma totale e il risultato di tutti i Karma vissuti dall´individuo nelle vite precedenti. Questo fenomeno è anche conosciuto come legame dell´ignoranza o "Maya". Si tratta di un´illusione, della quale sono responsabili tutte le tentazioni del nostro essere psicofisico ad agire coinvolgendosi sempre in tutti i "Karma".

Ogni azione guidata dal Karma, quindi ogni azione che si verifica sotto la spinta del Karma stesso, genera un nuovo "Sanskara". È in questo modo che si perpetua il ciclo della vita umana.

È tramite i Karma che in noi si generano tutte le impressioni, sia di gioie dei sensi che di dolori, di sofferenze fisiche e mentali.

Il processo di avvicinamento alla meta ultima di liberazione denominata "Moksha" (maschile) o "Mukti" (femminile), prevede il raggiungimento della nostra consapevolezza di due forze:
•Atman, lo spirito , cioè della forza universale che sostiene l´universo , rappresentata dai Panchmahabuta, presenti ad un "micro livello" all´interno del nostro corpo;
• Paramatman, il potere supremo che governa l´universo intero a livello "macro".

Quando raggiungiamo la consapevolezza di queste due grandi forze, Atman e Paramatman, siamo allora in grado di liberare il nostro spirito avvolto nelle spire di karma e sanskarà.

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AYURVEDA - TRIGUNA, le energie primordiali
Il principale riferimento culturale filosofico-religioso dell'Ayurveda e' rappresentato dall'antica filosofia indù del Samkhya, (dal sanscrito sat=verita' e khya =), del Rishi Kapila, detta anche della manifestazione o della dualità, secondo la quale la creazione, eterna, continua, al di la' del tempo e dello spazio e sempre presente nel tempo e nello spazio, deriva dall'unione dei due principi universali del non manifestato, o AVYAKTA, cioé di PURUSHA e PRAKRITI.
PANCHAMAHABHUTA: la teoria dei 5 elementi
I Mahabhuta, i 5 (pancha) grandi elementi, formano la struttura di tutta la creazione e nel mondo materiale prendono forma nella seguente sequenza:

•Akasha, lo Spazio o Etere, rappresentante la forma eterica della materia.
Le sue qualità sono Morbido Mridu, Leggero Laghu, Sottile Sukshma, Liscio Slakshna, Untuoso Snigdha, Chiaro Vishada. Le sostanze in cui predomina questo elemento sbloccano e puliscono i canali corporei (srota), creano morbidezza, leggerezza, porosità.

AYURVEDA - I DOSHA, le energie vitali
Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell'individuo.

Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano. Secondo l'antica conoscenza Vedica, l'universo intero è costituito da cinque elementi basilari chiamati "Panchmahabhutas". Essi sono: Akash (Etere), Vayu (aria), Teja (Fuoco), Jala (Acqua) e Prithvi (Terra).


AYURVEDA, PRAKRITI E VIKRITI
Secondo l'Ayurveda ogni persona riceve dalla natura il suo proprio tipo corporeo che in sanscrito viene denominato PRAKRITI. E' la costituzione di base che ha una persona e che non cambia dalla nascita fino alla morte.

La VIKRITI invece significa: "deviazione della natura".
E' lo stato di malattia dovuto allo squilibrio di uno o più dosha.



AYURVEDA - DHATU, i 7 tessuti
Oltre ai dosha (costituenti corporei o umori biologici), dhatu (tessuti) e mala (escreti) sono gli altri due aspetti della materia di cui è composto il corpo umano.

La parola dhatu viene dalla radice "dha " che significa base o fondamento, la definizione di dhatu è "ciò che sostiene e nutre il corpo". Sono pertanto quelle sostanze e strutture che vengono trattenute dal corpo e che sono sempre rigenerate e rinnovate.
AYURVEDA, OJAS: la sostanza misteriosa che preserva la salute
Un altro concetto caratteristico dell'Ayurveda è quello di OJAS, l'essenza di tutti i dhatu. Questa sostanza si forma contemporaneamente ai dhatu, li pervade e ne è l'essenza sottile. Nei testi classici ojas viene descritto dopo i sette dhatu e per questo molti lo considerano come un ottavo tessuto, pervade i dhatu e al tempo stesso ne è il prodotto.
AYURVEDA, AGNI: il fuoco digestivo e mentale
Il fuoco digestivo chiamato agni è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto.

Il suo buon funzionamento è fondamentale per la formazione, il nutrimento e l'equilibrio delle energie vitali o dosha, dei tessuti corporei o dhatu, degli escreti o mala e dei cinque elementi presenti nel corpo o panchamahabhuta.
AYURVEDA, MALA: le sostanze di rifiuto del corpo
Quando il cibo viene trasformato in sostanze nutrienti (ahara rasa) ed esse vengono convogliate nella formazione dei vari tessuti (dhatu), vengono prodotte delle sostanze di rifiuto, i mala. Non essendo utili nei processi anabolici, tali sostanze vengono eliminate dal corpo attraverso vari canali escretori (srota). Se la normale evacuazione di queste sostanze è in qualche modo disturbata, la loro quantità aumenta o diminuisce nel corpo in modo eccessivo creando impurità e disturbi di vario genere.
AYURVEDA, AMA: le tossine portatrici di malattia
Ogni alimento che mangiamo se non è adeguatamente digerito rimane qualcosa di estraneo, anche se di buona qualità.

Quando AGNI è debole, il cibo non può essere trasformato in tessuto o in energia e neanche in materiale di scarto, come le feci e le urine, ma indugia in uno stato intermedio amorfo che non serve alle funzioni vitali e che non può essere eliminato.

Si forma così AMA una sostanza che in sanscrito significa "crudo", "non digerito".
AYURVEDA, SROTAS: sistemi di canali che regolano le funzioni del corpo
Gli antichi trattati di Ayurveda chiamano srota ogni cavità del corpo attraverso la quale viene trasportata materia o intelligenza, come i vasi sanguigni e linfatici, il cuore, gli intestini, le cellule.

Anche gli srotas sono fatti dei cinque elementi, ma lo spazio (akasha), è l'elemento predominante nella loro formazione.
AYURVEDA: PRANA, NADI E CHAKRA
PRANA, l'Energia dell'Universo

NADI, i canali che trasportano l'Energia

CHAKRA, i vortici che trasformano l'Energia

AYURVEDA, MARMA: i punti segreti e vulnerabili sede di Prana
La parola Marma ha molte traduzioni ma significa anche "prana, vita, ect". Il termine marma significa punto vitale del corpo, chiamato anche prana kendra, centro vitale, oppure prana sthana, sede della vita.
AYURVEDA: consigli per una sana alimentazione
La qualità della vita di una persona è dipendente da una corretta alimentazione e dall'esercizio fisico. Per vivere l'uomo ha bisogno di aria, acqua e cibo.
Secondo i testi Ayurvedici, il cibo dovrebbe essere preso nella appropriata quantità che dipende dalla capacità digestiva.
La quantità appropriata di cibo è considerata quella che può essere digerita senza alterare lo stato di normalità.
YOUTUBE - AYURVEDA, VIDEO DIDATTICI
Brevi video didattici sull'Ayurveda.
Sul nostro canale di YouTube una Play List interamente dedicata agli aspetti storici, filosofici e pratici di questa millenaria scienza di vita.



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