28 Settembre 2020

AYURVEDA - I DOSHA: le energie vitali

DOSHA E 5 ELEMENTI

Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell'individuo.

Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano. Secondo l'antica conoscenza Vedica, l'universo intero è costituito da cinque elementi basilari chiamati "Panchmahabhutas". Essi sono: Akash (Etere), Vayu (aria), Teja (Fuoco), Jala (Acqua) e Prithvi (Terra).

Tutte le attività dell'intero universo funzionano e sono governate dalla combinazione di questi cinque elementi fondamentali. Uno dei principi fondamentali dell'Ayurveda è quello secondo cui l'uomo è considerato una miniatura dell'universo: l'universo è il macrocosmo, l'uomo il microcosmo e ciò semplicemente significa che i principi presenti nella natura sono gli stessi presenti nell'uomo. In base a questo principio è possibile quindi usare con le opportune conoscenze e precauzioni, tutto ciò che è presente nell'universo al fine di curare le malattie.

CAUSE DI SQUILIBRIO DEI DOSHA

I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare. Secondo l'ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha (vikriti); l'individuazione degli squilibri in un dosha, corrispondente alla diagnosi, conducono a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio individuale (prakriti) e quindi la guarigione.

Secondo l'Ayurveda i disturbi fisici si manifestano principalmente a causa di fattori esterni come ad esempio una dieta sbagliata o l'esposizione ad agenti patogeni, mentre i disturbi mentali nascono soprattutto da fattori interni come il cattivo uso dei sensi e l'accumulo di emozioni negative. Le principali cause di squilibrio dei dosha sono tre:

1. il pragya aparadha, ovvero l'errore dell'intelletto che si concretizza nel ripetere azioni, tenere atteggiamenti che, pur sapendo intrinsecamente sbagliati, vengono perpetuati in nome di desideri o pulsioni materiali. Il grande errore dell'intelletto lo si ha quando si identifica con i singoli oggetti, invece che con la illimitata totalità che è la sua vera natura. Il pragya aparadha comincia ad operare sin dall'infanzia e corrisponde alla perdita graduale del sattva mentale, ed inizia così a svanire l'intelligenza discriminativa esistente in ognuno di noi comportando errori di scelte principalmente nel comportamento e nella dieta. Quando l'intelletto cessa di identificarsi con la totalità, la mente diventa debole e fa delle scelte che danneggiano la vita e generano malattia.

2. l'asatmya-indriyartha-samyog, ovvero il cattivo uso dei sensi, intendendo con questo un uso improprio in eccesso o difetto dei sensi, togliendo forza alla loro capacità funzionale e protettiva permettendo così alle influenze dannose di raggiungere la mente ed il corpo.

3. il kala-parinama, ovvero le oscillazioni dei dosha all'interno del giorno, delle stagioni e della vita; La presenza di tossine nell'organismo (ama) interferiscono con la capacità dei dosha di adattarsi e conformarsi ai cambiamenti del clima e delle stagioni. Quando i ritmi della vita individuale non sono allineati con i cicli della natura, l'inevitabile risultato è stress, digestione debole e squilibrio dei dosha. Diminuiscono così le difese immunitarie creando così le condizioni per ospitare malattie infettive o disturbi degenerativi in quanto non si riesce più a fronteggiare la fisiologica presenza di virus e batteri.

Secondo l´Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Vata, Pitta e Kapha sono i tre dosha che determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell´individuo.
Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano. Essi rappresentano la forma attiva, ma anche i prodotti di scarto dei cinque grandi elementi all’interno degli organismi viventi.

Vata è prodotto dall’aria e dall’etere, Pitta deriva dal fuoco e dall’acqua, mentre Kapha origina dall’acqua e dalla terra.


VATA DOSHA

Composto da spazio (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna ecc.).

Le persone Vata generalmente possiedono una struttura fisica alta o sottile e una forza limitata. Il peso corporeo è scarso come pure la resistenza alle malattie e la durata della vita è tendenzialmente più breve di quella di altri individui. La digestione e il metabolismo sono variabili e mutevoli, come anche la loro natura con conseguente incapacità di portare a termine i propri compiti in modo stabile e continuativo. La conseguenza è che spesso non riescono a conseguire i propri obiettivi o si perdono per vie traverse.
Tali persone necessitano di un lavoro che implichi una minore attività fisica, in cui non sia necessaria un’attenzione costante e che possibilmente non si svolga in un clima freddo o secco.

Le sue caratteristiche sono: freddo, secco, leggero, sottile, ruvido, mobile, duro, veloce, chiaro, acuto, irregolare.

La sua sede principale è il colon (composto da spazio e dove in caso di squilibrio del dosha si accumula aria).

Gli squilibri emotivi dipendenti da un Vata aggravato sono la paura e l'ansia oltre all´instabilità emotiva e mentale.

A livello fisico lo squilibrio comporta principalmente il soffrire di dolori penetranti o spasmi, rigidità, intorpidimento, “scricchiolio” delle articolazioni, pelle secca, screpolata o disidratata, scarso peso corporeo, osteoporosi, artriti, patologie di origine nervosa, oltre a problematiche varie del sistema digestivo (specie del colon sede principale del Vata).

PITTA DOSHA

Composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione e alla digestione intesa sia a livello mentale (elaborazione delle emozioni) che fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) attraverso il metabolismo della digestione, la produzione di calore, e dei processi ormonali ed enzimatici.

Le persone Pitta hanno un’attività digestiva e metabolica molto rapida. Necessitano nella loro alimentazione di cibi e bevande che siano di natura fredda ed untuosa. Quando il dosha è in equilibrio, sono in grado di convertire il cibo in tessuti di buona qualità, ma poiché il ritmo di conversione nel corpo è molto veloce, i tipi Pitta hanno in genere una durata di vita minore rispetto ai Kapha. La loro pelle è soffice, untuosa e levigata, tendono alle calvizie precocemente o ad ingrigire i capelli in modo prematuro.
Dotati di forza moderata, hanno una buona capacità di comprensione e spiccate doti intellettive che li portano ad avere un’ottima conoscenza nei campi di loro interesse. Per indole sono creativi e spesso possiedono ricchezza e un buon ceto sociale, dato che la loro intelligenza li porta ad assumere posizioni di comando spesso come imprenditori o in quadri dirigenziali.

Le sue caratteristiche sono: caldo, chiaro, acuto, morbido, liquido, sottile, mobile, oleoso, pungente, leggero.

La sua sede principale è l´intestino tenue, ma si trova anche nel fegato, nel sangue e nel senso della vista.
I suoi disturbi emotivi più evidente in caso di squilibrio sono la collera e l´intolleranza.

A livello fisico le problematiche principali sono rappresentate da febbre, infiammazioni e bruciori sia a livello di pelle, articolazioni e muscoli e sia nel sistema digestivo specie nell’intestino tenue (sua sede principale) che quando incontra uno squilibrio di Pitta porta difficoltà ad assimilare i nutrienti del cibo con conseguenti diarree. Altre problematiche sono legate alla vista e alla pressione tendente ad essere alta.

KAPHA DOSHA

Composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, alla stabilità, ed ai fluidi corporei, lubrificando e mantenendo il corpo solido ed uniforme.

Persone con Kapha predominante sono dotate di una struttura fisica massiccia, robusta e pesante. Possiedono per natura molta forza, immunità e vitalità che li porta a godere generalmente di buona salute e longevità e un aspetto attraente.

A livello digestivo e metabolico sono più lente rispetto alle tipologie Vata e Pitta, pertanto necessitano di meno cibo e bevande. Sono in grado di eseguire lavori pesanti e vigorosi. Il clima freddo e umido non è benevolo nei loro confronti.

Le sue caratteristiche sono: pesante, freddo, liquido, torbido, stabile, solido, grosso, morbido, lento, oleoso, liscio.

Kapha predomina nei tessuti corporei e nella parte superiore del corpo, ovvero nello stomaco (sede principale), nei polmoni e nella testa dove si accumula il muco.

Governa i sentimenti, le emozioni e la capacità della mente di attaccarsi alle forme concrete.
Ha come qualità principali quello di infondere calma e tranquillità, ma in caso di squilibrio a livello mentale comporta desiderio ed attaccamento eccessivo, oltre ad un atteggiamento pigro e apatico. A livello fisico lo squilibrio può manifestarsi con obesità, eccesso di muco, digestione lenta e tendenza al diabete o all’accumulo di colesterolo nel sangue.

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